Brunetta: “6miliardi di euro per il rinnovo del contratto statali”

Per il rinnovo dei contratti la pubblica amministrazione ha a disposizione 6 miliardi di euro. E’ il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, a fare il punto sulle risorse da stanziare per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego nel corso di una conferenza stampa al termine dell’incontro con i sindacati sul protocollo d’intesa.

 In particolare, sono previsti 2,8 miliardi di euro per il comparto ministeri e 3 miliardi per il resto della pubblica amministrazione. Per i ministeri, nel dettaglio, l’incremento salariale che nel caso di una intesa condivisa partira’ dal 1 gennaio 2009, prevede un aumento di 70 euro medi lordi mensili di cui 60 sulla busta paga e 10 euro relativi alla parte accessoria.

“Se un sindacato non vuole dare ai lavoratori 6 miliardi, se ne assuma le responsabilità”. Lo ha detto il ministro Renato Brunetta, secondo il quale e’ meglio che ‘i lavoratori abbiamo in tasca 6 miliardi di euro, piuttosto che invece restino nelle casse dello Stato. Cio’ in un momento cosi’ turbolento”.

Il ministro ha detto, inoltre, di non volersi prestare a un braccio di ferro con la Cgil. “Non vorrei essere il ministro che non li eroga perche’ un sindacato si oppone. Meglio anticipare il 90% dei 6 miliardi, se si incorresse in questa eventualità”.

“Ai no della Cgil ahime’ …sono abituato – ha aggiunto Brunetta – soprattutto quando non ci sono i governi amici. Contrariamente al passato, oggi si è aperta una trattativa a risorse date e non c’é un euro in più. Per questo il no mi stupisce, significa non accettare il quadro esistente e, dati i tempi, è un no impegnativo verso i lavoratori”.

Immediata la replica della Cgil. “Le risorse a disposizione per il rinnovo contrattuale del pubblico impiego sono troppo basse e non c’e’ chiarezza sulla distribuzione dei soldi”. Cosi’ Guglielmo Epifani, spiega il no del sindacato alla proposta di rinnovo del contratto degli statali del ministro Brunetta.

“E’ questo che ha determinato l’orientamento delle nostre categorie”, aggiunge sottolineando come “c’e’ una parte consistente che non ha condiviso le linee guida contrattuali e questo non rappresenta, per il governo di certo un buon risultato”.

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