Agnoletto: Popolo Viola “la vendetta della Storia” per Berlusconi

Vittorio Agnoletto interviene all’assemblea del Popolo-viola di Milano e sottolinea la natura di questo movimento che sta cercando di sconfiggere Berlusconi esattamente sul suo stesso terreno utilizzando lo strumento con cui lui è riuscito a costruire la totale egemonia culturale, cioè, la “comunicazione”.
Agnoletto ha continuato ipotizzando una vendetta della Storia per un Berlusconi che ha dominato e domina attraverso la comunicazione nella nascita di un movimento di opposizione dalla rete.
Non è un caso che ultimamente il Governo Berlusconi tenti di mettere un “freno” ad internet.

 L’analisi di Agnoletto rileva come il movimento del Popolo viola abbia rotto il “pensiero unico” e gli schemi di comunicazione tradizionali, e continua in modo impietoso nel sottolineare l’attuale disponibilità dei media nel celebrare, oggi, il movimento del Popolo-viola, per poi successivamente massacrarlo; il riferimento va al G8 di Genova, massacrati in piazza e mediaticamente.
Agnoletto continua con un riferimento personale di quando portavoce del movimento No-global, riconosciuto a livello internazionale come medico per il suo lavoro sull’Aids “il medico con lo zainetto”; e subito dopo venne ritenuto a capo di una banda simile ad un’organizzazione terroristica.
Agnoletto chiude avvertendo sul rischio di conflitti interni al movimento, causati ai media che intercettano i “probabili” portavoce, mettendone in antagonismo mediatico le personalità, e infine sollecita di fare tesoro delle esperienze dei movimenti precedenti consigliando di non cadere nel gioco al massacro quando inizierà da più parti con accuse alquanto variegate ma di dotarsi di strutture le più agili possibili con la principale caratteristica di apertura costante.

Quinews

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